SOSTEGNO A DISTANZA

Domande e risposte

  1.  Cos’è il sostegno a distanza di uno o di più bambini? E’ un atto di solidarietà che garantisce ai bambini dei paesi più poveri, come pure alle loro famiglie, un aiuto economico che permette loro di ricevere le risorse di base, l’istruzione e le cure mediche delle quali hanno tanta necessità. Dà alle famiglie i mezzi per prendere cura dei loro bambini e di sopportare le spese necessarie alla loro crescita, e la pressione delle difficoltà economiche, non arrivando alla disintegrazione del nucleo familiare.
  2. Chi sono i bambini da sostenere?
    Appartengono a molte categorie:
    • I bambini che vivono nelle loro famiglie ed i cui genitori sono molto poveri ed incapaci di occuparsi di loro in modo adatto,
    • I bambini abbandonati dai loro genitori per molte ragioni: i figli delle ragazze madri povere di cui non si conoscono i padri o abbandonati a causa della miseria ecc.… e che sono generalmente accolti in orfanotrofi, internati o centri educativi.
    • I bambini che sono cacciati dalle loro famiglie con il pretesto di essere stregoni. Sono anche accolti in orfanotrofi, centri o internati.
    • Gli orfani che sono accolti in orfanotrofi
  3.  Quali sono i problemi concreti che cerca di risolvere il sostegno a distanza?
    Le adozioni a distanza prevedono un sostegno in vari aspetti della vita del bambino:
    • La salute: cure mediche ed acquisto di medicine.
    • La scuola: le spese scolastiche, le uniformi (il cui porto è obbligatorio), le forniture scolastiche ed altre…
    • Il restauro, l’abbigliamento, i giochi…

Alcune testimonianze

  • “Ma quest’anno per me qualcosa è cambiato, come se avessi voluto trasformare un’offerta indefinita in un’offerta destinata a qualcuno in particolare.
    Ho pensato insieme a mio marito che dall’impegno della nostra famiglia potesse nascere qualcosa di buono e duraturo a vantaggio del minore che ne avesse avuto bisogno. La mia idea, infatti, è stata subito condivisa da mio marito, perché l’adozione a distanza credo debba essere partecipata da tutta la famiglia, essendo una decisione che coinvolge l’intero nucleo familiare. I miei ragazzi, già grandi, sono stati entusiasti, soprattutto mia figlia che avrebbe sempre voluto avere una sorellina e che deve sopportare un fratello maggiore!
    Nel nostro piccolo, molto modestamente, speriamo di poter aiutare Benedetta a crescere, a nutrirsi meglio, a studiare, a sopperire almeno in parte alle sue esigenze; insomma speriamo che possa svilupparsi come ciascun bambino del mondo dovrebbe avere la possibilità di fare”. (Valentina)
  • “ Conoscendo Don Ilunga Mayamba e L’Ass. Friuli per lo Sviluppo del Kasai, Congo, ci siamo sentiti desiderosi di partecipare anche noi a questo grande atto di Fraternità con l’Africa. Da quattro anni abbiamo desiderato di adottare a distanza la bambina Benedetta,e vedendola nella foto ci siamo sentiti di conoscerla da sempre. Siamo molto contenti, perché avendo spesso sue notizie siamo sicuri della sua salute, della sua crescita umana,scolastica e sociale. Speriamo di poterla conoscere personalmente. Con tanto amore”. (Roberto e Franca)
  • “Sono stata coinvolta nel progetto di aiuto ai bambini del Kasai 5 anni fa. Mia zia Maria Stefanina, dopo il suo viaggio in quella regione, mi ha raccontato a lungo che gli abitanti vivono con pochissimo e hanno bisogno di tutto, dall’istruzione alle strutture per le cure sanitarie; mi ha proposto di adottare a distanza un bambino e io con entusiasmo ho deciso di adottare una bambina. Samira aspettava me per regalarmi tanti sorrisi. Anche se lontana ho sue notizie, cresce bene, è molto brava a scuola e sono riuscita anche a parlarle al telefono. Il pensiero di aiutarla mi dà gioia e spero un giorno poterla abbracciare”. (Bernardina)
  •  “Che cos’è la felicità? Per ognuno di noi la risposta è diversa e molte volte si passa un’intera vita a cercare il significato di questa semplice domanda senza riuscire a trovarlo. C’è un aspetto della nostra vita però che, se non è la felicità, ci va molto vicino: il donare agli altri. E’ ciò che è capitato a me e a mia moglie Sabrina quando abbiamo deciso di adottare a distanza la giovane Oceanne. Di fronte all’impegno di €500 non ci nascondiamo abbiamo titubato, ma abbiamo anche pensato che tutto sommato nell’arco di un anno per la nostra fetta di mondo sono meno di un caffè al giorno mentre per qualcun altro rappresentano il futuro. Un futuro fatto di cibo, cure mediche e soprattutto istruzione. Quando abbiamo ricevuto le prime foto di Oceanne che grazie al nostro aiuto potevaguardare finalmente senza paura alla vita, siamo stati ricompensati dal suo sguardo fiducioso e dal suo sorriso pieno. Che cos’è la felicità? beh, forse è proprio tutto questo”. (Francesco)
  •  “Nel maggio 2010 la mia prima visita in Africa, nella Republica Democratica del Congo. L’Africa è nel mio cuore ed è parte viva della mia vita in ogni momento. Nella visita al villaggio di Mulundu ho vissuta una esperienza particolare: Quattro bambini che si nascondevano e pian piano si avvicinavano, si nascondevano e si riavvicinavano per incontrarci personalmente: Sono subito entrati nel mio cuore. Ho chiesto a un bambino, che si chiama Leader, se andava a scuola e mi ha risposto: ” Ma io ho tanta fame” ! In quel momento ho deciso di adottarlo ed impegnarmi veramente per Lui. Ora è cresciuto, sta bene, va a scuola è bravo, è felice. Quanto desidero poterlo rivedere, riabbracciarlo, conoscere tutto di Lui! Tornata in Italia tre mie amiche del gruppo Bethel hanno voluto partecipare a questa adozione e le ringrazio con tutto il cuore”. (Maria Stefanina)